Lavoro: CGIL, dati Confartigianato confermano allarme giovani


Sono quasi 2 milioni (1.944.000) in Italia i giovani tra i 25 e 34 anni senza lavoro. Una situazione definita dalla CGIL: “allarmante e intollerabile, una vera vergogna nazionale”. Un dato drammatico, diffuso quest’oggi dall’Ufficio studi della Confartigianato, che ci fa guadagnare il primato negativo in Europa per il più alto tasso di giovani inattivi: 25,9% a fronte del 15,7% della media UE. Il rapporto, inoltre, sottolinea come la situazione peggiori decisamente nel Mezzogiorno e per le giovani donne: 1.120.000 i giovani disoccupati al Sud mentre la quota femminile è pari a 1.341.000.
I giovani che trovano un’occupazione, come dichiara il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni “sono nella grande maggioranza precari”. In questo quadro, una possibile “risorsa positiva”, indicata dal dirigente sindacale, è quella dell’apprendistato, ma per diventarlo definitivamente, ha spiegato Fammoni “non bastano le buone norme che la CGIL ha fortemente voluto, occorre intervenire rispettando gli impegni sulle forme di lavoro che lo hanno limitato, come le collaborazioni, i tirocini e gli stage”.
Il governo, prosegue Fammoni, “non ci sente e dopo tre mesi dalla legge non ha fatto niente di questo. Anzi nelle indiscrezioni circolate ieri su un decreto sviluppo fortunatamente mai nato, prevedeva risorse per finanziare lavoro precario e tagli di contributi anche senza nessuna certezza di stabilizzazione degli apprendisti”. Risolvere questo problema sarebbe, ha concluso Fammoni, “un modo per presentarsi con dignità in Europa, invece un governo scaduto, che prima lascia meglio è, si presenterà domani a Bruxelles con i dati di questo triste primato europeo”.